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Covare il cobra.

BLOG: LA CHIMICA E LA SOCIETA' - 1 hour 32 min ago

Claudio Della Volpe

Covare il cobra è un articolo di Primo Levi pubblicato su La Stampa 21 settembre 1986

Commentiamo qui il testo di Primo Levi che si occupa dell’etica della scienza e che forse meriterebbe maggiore fama (il testo originale è in corsivo, il resto è il commento).

Si apre con una citazione di Plinio il Vecchio sulla storia di Perillo e del tiranno Falaride. Perillo costruì un toro di bronzo progettato come strumento di tortura. I gemiti delle vittime all’interno venivano amplificati ed emessi dalla bocca del simulacro sotto forma di muggiti. Falaride decise di punire l’inventore facendolo morire per primo dentro la sua stessa creazione. Levi usa questa vicenda semileggendaria per riflettere sul ruolo dello scienziato e dell’inventore nel mondo moderno.

«Nessuno lodi Perillo, piú crudele del tiranno Falaride, per il quale costruí un toro promettendogli che l’uomo che vi fosse racchiuso avrebbe muggito per il fuoco accesovi sotto, e che fu il primo a sperimentare su di sé questo supplizio come frutto di una crudeltà piú giusta della sua. Fino a tal punto egli aveva distorto un’arte nobilissima, destinata a rappresentare dei e uomini. Dunque tanti suoi operai si erano affaticati solo per costruire uno strumento di tortura! In effetti, le sue opere vengono conservate per un solo motivo: affinché chiunque le veda odi le mani dei loro artefici>> (Plinio, Storie naturali, XXXVII, 89).

…………..

Questa storia, vera o falsa che sia, ha un curioso sapore attuale. Ai fini di un processo postumo al tiranno e all’artefice, sarebbe essenziale stabilire a quale dei due risalisse l’iniziativa e l’idea dell’orrenda macchina. Se l’opera era stata inventata da Perillo, e proposta a Falaride, non c’è dubbio che Perillo, a quel tempo già famoso, meritava di essere punito (ma non necessariamente cosí, e non da Falaride che accettando il manufatto si era reso complice dell’inventore). Aveva davvero, come accenna Plinio, prostituito la sua arte e se stesso. Doveva proprio avere “un esprit mal tournè”: non doveva essere stato facile dimensionare le vie d’aria del simulacro in modo che i gemiti della vittima uscissero dalla bocca di bronzo amplificati e modificati nelle loro armoniche, tanto da riprodurre i muggiti di un toro.

Se invece Falaride aveva commissionato l’opera, la pena del taglione da lui adottata appare eccessiva e abusiva: però era un tiranno professionale, e il suo operato non ci stupisce. Tutti i tiranni sono capricciosi. In questa ipotesi, Perillo non esce assolto, ma gli si possono concedere alcune attenuanti: forse era stato costretto, o lusingato, o minacciato, o ricattato. Non lo sappiamo, ma la sua figura di inventore adombra da vicino vicende e figure moderne.

A questo punto il saggio traccia un parallelo tra Perillo e gli scienziati contemporanei:

Durante la seconda guerra mondiale, un gruppo di grandi menti ha sviluppato contemporaneamente l’energia nucleare e la bomba atomica.

Alcuni scienziati si sono prestati a fini bellici più o meno volentieri, altri si sono ritirati dopo Hiroshima, e altri ancora hanno cambiato schieramento.

Levi cita due esempi emblematici di scienziati tormentati dall’uso militare delle loro ricerche:

Peter Hagelstein: Giovanissimo progettista dello scudo stellare americano che ha scelto di abbandonare i laboratori militari per dedicarsi esclusivamente alle applicazioni mediche del laser. Levi approva pienamente questa forma di obiezione di coscienza.

Martin Ryle: Fisico e premio Nobel che si accorse che persino le sue ricerche teoriche in radioastronomia venivano usate per migliorare la precisione dei missili intercontinentali. Prima di morire, Ryle propose provocatoriamente di fermare tutta la ricerca scientifica (“Stop science now“).

È attuale la figura dello scienziato a cui viene richiesto di prestare la sua opera per la difesa del suo paese, o magari per l’offesa del paese vicino. Tutti sanno almeno qualcosa di quella portentosa collezione di cervelli che durante la seconda guerra mondiale ha partorito a un tempo la bomba atomica.e l’energia nucleare per uso pacifico. Alcuni di questi scienziati si sono prestati, piú o meno convinti, più o meno volentieri; altri, dopo Hiroshima, si sono ritirati a vita privata; altri ancora, come Pontecorvo, hanno cambiato campo per ragioni ideologiche, o forse perché pensavano che l’arma nucleare fosse meno pericolosa se ripartita fra le due superpotenze

Felicemente attuale oggi è la figura dello scienziato che dopo aver servito il potere, si pente. Abbiamo letto pochi giorni fa che Peter Hagelstein, allievo del bellicoso Teller, giovanissimo «padre» dello scudo stellare, candidato al Nobel per la fisica, ha lasciato un laboratorio finanziato dal ministero americano della Guerra e si è trasferito al Mit, dove si occuperà esclusivamente di ricerche sulle applicazioni mediche del laser. Mi pare che contro questo tipo di obiezione di coscienza non ci sia nulla da replicare: se tutti gli scienziati del mondo imitassero Hagelstein, i fabbricanti d’armi nuove resterebbero a mani vuote e la pace universale sarebbe piú vicina di quanto non appaia ora.

Mi lascia meno convinto la posizione assunta da Martin Ryle. Ryle, nato nel 1918 in Inghilterra, era stato uno dei massimi esperti di radar durante la guerra, e aveva contribuito in modo determinante alle misure adottate dagli inglesi per «confondere” i radar tedeschi. Dopo la guerra, nauseato dagli orrori della guerra stessa, decise di proseguire la sua brillante carriera di fisico nel campo che meno si prestava ad applicazioni belliche, cioè nella radioastronomia. Ebbe il Nobel nel 1974; ma ben presto dovette accorgersi che neppure i suoi colleghi astronomi avevano le mani perfettamente pulite. Ad esempio, misurare con precisione l’intensità del campo gravitazionale attorno alla Terra ha un indubbio interesse teorico, ma serve anche a pilotare meglio i missili balistici intercontinentali. Secondo i dati di Ryle, il 40 per cento degli ingegneri e dei fisici inglesi sono impegnati nello studio di strumenti di distruzione.

Poco prima della sua morte, avvenuta nel 1984, ha allora formulato una proposta drastica: «Stop science now»>, arrestiamo subito ogni ricerca scientifica, anche quella detta <<di base». Dal momento che non siamo in grado di prevedere come una qualsiasi scoperta può venire distorta e sfruttata, fermiamoci: basta con le scoperte.

La conclusione di Primo Levi

Levi considera la proposta di Ryle estremistica e utopica, poiché l’essere umano è per sua natura un ricercatore. La sua soluzione non è fermare la scienza, ma coltivare la saggezza e l’etica all’interno delle università e delle scuole.

Lo scienziato non può nascondersi dietro l’ipocrisia di una scienza neutrale. Ha il dovere di valutare in anticipo le conseguenze del proprio lavoro, rifiutandosi di collaborare a progetti nocivi (come i gas nervini) per scegliere invece ambiti che riducano la sofferenza umana. Ognuno deve essere consapevole se dall’uovo che sta covando nascerà una colomba o un cobra, da cui il titolo dell’articolo.

Comprendo il tormento spirituale da cui questo appello è scaturito, ma esso mi sembra a un tempo estremistico e utopico. Siamo quello che siamo: ognuno di noi, anche il contadino, anche l’artigiano piú modesto, è ricercatore, e lo è da sempre. Dal pericolo innegabilmente insito in ogni nuova conoscenza scientifica ci possiamo e dobbiamo difendere in altri modi. È verissimo che (cito Ryle) “La nostra intelligenza si è accresciuta portentosamente, ma non la nostra saggezza»; ma mi domando, quanto tempo, in tutte le scuole di tutti i paesi, viene dedicato ad accrescere la saggezza, ossia ai problemi morali?

Mi piacerebbe (e non mi pare impossibile né assurdo) che in tutte le facoltà scientifiche si insistesse a oltranza su un punto: ciò che farai quando eserciterai la professione può essere utile per il genere umano, o neutro, o nocivo. Non innamorarti di problemi sospetti. Nei limiti che ti saranno concessi, cerca di conoscere il fine a cui il tuo lavoro è diretto.

Lo sappiamo, il mondo non è fatto solo di bianco e di nero e la tua decisione può essere probabilistica e difficile: ma accetterai di studiare un nuovo medicamento, rifiuterai di formulare un gas nervino.

Che tu sia o no un credente, che tu sia o no un «patriota», se ti è concessa una scelta non lasciarti sedurre dall’interesse materiale o intellettuale, ma scegli entro il campo che può rendere meno doloroso e meno pericoloso l’itinerario dei tuoi coetanei e dei tuoi posteri. Non nasconderti dietro l’ipocrisia della scienza neutrale: sei abbastanza dotto da saper valutare se dall’uovo che stai covando sguscerà una colomba o un cobra o una chimera o magari nulla. Quanto alla ricerca di base, essa può e deve proseguire: se l’abbandonassimo tradiremmo la nostra natura e la nostra nobiltà di fuscelli pensanti, e la specie umana non avrebbe piú motivo di esistere.

Rimane per me un punto debole che la scelta sia considerata da Levi un fatto individuale, mentre ritengo personalmente che sia importante schierarsi non solo individualmente ma POLITICAMENTE; in altre parole occorre prendere posizione negli scontri sociali, non si possono considerare equivalenti tutte le posizioni; soprattutto quando, come ora, nell’era dell’intelligenza artificiale, la scienza è divenuta la principale forza produttiva dell’umanità.

Nessuna scelta individuale può cambiare questo.

Un esempio è stato Einstein, che pure aveva sollecitato l’attenzione USA verso la possibilità della bomba atomica nazista  ma poi si schierò apertamente a favore del movimento pacifista in modo esplicito; di più si schierò a favore di una prospettiva politica e ideale attraverso il suo famoso articolo a favore del socialismo pubblicato sul primo numero di Monthly Review ed una cui traduzione italiana potete trovare qui.

Non si tratta di fare solo una scelta individuale, ma comprendere che l’uso corretto della scienza è un fatto sociale ed è tutta la società a dover cambiare. E nostro compito non solo fare la scelta di una ricerca “giusta”, ma partecipare a questo cambiamento complessivo. Una scienza pacifica non può coesistere con una società votata allo scontro.

From Lignin to Natural Products: Synthetic Biology Strategies for Microbial Conversion of Aromatic Feedstocks

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Dual hydrogen-buffer and interfacial spillover effects boosting bimetallic catalysts for mild-condition guaiacol hydrodeoxygenation

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Green Chem., 2026, Advance Article
DOI: 10.1039/D6GC02407F, PaperOpen Access Open Access Creative Commons Licence&nbsp This article is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial 3.0 Unported Licence.Reem Shomal, Ying Zheng
A hydrogen-management strategy combining buffering, interfacial spillover, and bimetallic catalysis enables selective one-pot hydrodeoxygenation of lignin-derived phenolics under mild conditions.
To cite this article before page numbers are assigned, use the DOI form of citation above.
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A Green and Scalable Mechanochemical Route to 2D Conductive Catecholate Metal–Organic Frameworks for Supercapacitor Application

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DOI: 10.1039/D6GC01243D, PaperOpen Access Open Access Creative Commons Licence&nbsp This article is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial 3.0 Unported Licence.Sharath Kandambeth, Binson Babu, Santosh K. Singh, Tahani A. Alrebdi, Kajal Uphade, Manuj Ahuja, Pranjit Barman
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Ni@ETS-10-catalyzed carboxylation of aryl and alkyl halides with CO2 in water: a green strategy for CO2 utilization

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Green Chem., 2026, Advance Article
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The first successful example of zeolite-supported metal-catalyzed carboxylation of aryl and alkyl halides with CO2 in water under clean and green conditions.
To cite this article before page numbers are assigned, use the DOI form of citation above.
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Forest residue harvest optimization: spanning the bridge between plant biology and biorefinery performance

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Green Chem., 2026, Advance Article
DOI: 10.1039/D6GC01047D, PaperOpen Access Open Access Creative Commons Licence&nbsp This article is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial 3.0 Unported Licence.Alison J. Shapiro, Robyn C. O'Halloran, Devin Tavares, Dat Huynh, Seulki Han, Ruofan Shi, Yagya Gupta, Robert M. O'Dea, Sara G. Haney, Yuichiro Otsuka, Sunitha Sadula, Dionisios G. Vlachos, Marianthi Ierapetritou, Delphis F. Levia, Thomas H. Epps, III
A modeled reductive catalytic fractionation-molten salt hydrolysis integrated process demonstrates that biomass composition dictates the economics and sustainability of forestry residue biorefineries.
To cite this article before page numbers are assigned, use the DOI form of citation above.
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Greening water-lean solvents for CO2 capture: replacing toxic 1-methyl-2-pyrrolidone with high-performance eco-friendly cosolvents

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Green Chem., 2026, 28,10537-10547
DOI: 10.1039/D6GC02196D, PaperOpen Access Open Access Creative Commons Licence&nbsp This article is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial 3.0 Unported Licence.Huilin Li, Xuechong Ding, Teng Zhou
This work replaces reprotoxic NMP with eco-friendly solvents via large-scale screening, enabling sustainable, superior CO2 capture at lower energy cost.
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Integrating compartmentalized catalysis with low-energy recovery via a magneto-responsive water-in-water Pickering emulsion platform for sustainable biomanufacturing of 4-methyl-5-thiazoleethanol

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DOI: 10.1039/D6GC02039A, PaperWeizhi Huang, Xiaoqi Ding, Sha Ao, Huaqiang Cao, Jia Hu, Xiaoqing Han, Shilin Liu
Schematic illustration of magneto-responsive water-in-water Pickering emulsion for highly efficient 4-methyl-5-thiazoleethanol biosynthesis and magnetic separation of engineered bacteria to enable cyclic reuse of bacteria and nanoparticles.
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Reductive hydroformylation of linseed oil: from rhodium catalyst stability to machine learning data analysis

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Green Chem., 2026, 28,10548-10556
DOI: 10.1039/D6GC02270G, PaperWalid Abdallah, Camille Galand, Michel Ferreira, Jérémy Ternel, Hervé Bricout, Sylvain Laclef, Serge Pilard, Adlane Sayede, Rachid Laref, Romdhane Karoui, Eliot Patrick Botosoa, Eric Monflier, Sébastien Tilloy
Robust catalytic system based on Rh/triethylamine enables reductive hydroformylation of linseed oil. Reaction optimization experiments and machine learning identified the key parameters controlling alcohol yield.
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Sustainable and selective carbene insertion into N–H bonds with a copper-bound recyclable surfactant under micellar conditions

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Green Chem., 2026, 28,10472-10482
DOI: 10.1039/D6GC01787H, PaperShalini Kumari, Tanupriya Singh, Rajan Yadav, Pritesh Keshari, Susanta Hazra
Micellar confinement of a non-ionic designer surfactant, PAQ-750-M, stabilizes elusive Cu–carbene intermediates in water, enabling selective N–H bond insertion for accessing unnatural amino acid derivatives in water under mild conditions.
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Addressing sustainability in photopolymerization: comparative LCA study of six synthetic routes of 1-hydroxycyclohexyl phenyl ketone as photoinitiator for copolymer applications

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Green Chem., 2026, Advance Article
DOI: 10.1039/D6GC01823H, PaperOpen Access Open Access Creative Commons Licence&nbsp This article is licensed under a Creative Commons Attribution 3.0 Unported Licence.Francesco Arfelli, Maria Nerea Rivas Marquez, Hawraz Ibrahim M. Amin, Lorenzo Di Terlizzi, Maurizio Fagnoni, Samuel Martinini, Davide Ravelli, Juana Maria Rosas, Tomas Cordero, Chiara Samorì, Ivano Vassura, Tito Zanetta, Luca Ciacci
Photoinitiators have long been investigated as alternatives to thermal initiators with the aim of reducing polymerisation temperatures and, consequently, heat consumption.
To cite this article before page numbers are assigned, use the DOI form of citation above.
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A green versatile platform for synthesising renewable ether-based thermoplastic elastomers

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Green Chem., 2026, 28,10699-10711
DOI: 10.1039/D6GC00989A, PaperOpen Access Open Access Creative Commons Licence&nbsp This article is licensed under a Creative Commons Attribution 3.0 Unported Licence.Sungkwon Yoon, Charlie Bateman, James J. C. Busfield, Peter J. Martin, Biqiong Chen
Biobased long-chain polyether diols were synthesised via a SN2 reaction, enabling facile synthesis of ether-based elastomers with flexible molecular designs. These sustainable elastomers show comparable properties to some existing elastomers.
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Photoinduced iron-catalyzed LMCT enables propargylic C(sp3)–H activation to access polysubstituted α-bromoenones

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This protocol presents the first example of propargylic C–H activation via a photoinduced iron-LMCT catalysis strategy, demonstrating excellent atom economy and alignment with green chemistry principles.
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Safe, scalable and solvent-free acyl azide synthesis via continuous mechanochemistry

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Green Chem., 2026, 28,10712-10723
DOI: 10.1039/D6GC01438K, PaperTabrez R. Shaikh, Arshad Hussain, Amol A. Kulkarni
Acyl azides are synthesised within seconds under solvent-free and additive-free continuous-flow mechanochemical process using a custom single-screw reactor, enabling rapid, safe, scalable, and sustainable production.
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Sustainable multifunctional bioplastics enabled by ion-engineered rapid dissolution of cellulose at room temperature

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Green Chem., 2026, 28,10682-10698
DOI: 10.1039/D6GC01776B, PaperXin Li, Lili Zhang, Xi Guan, Dongqi Yang, Huicong Jiang, Jinxia Ma, Penghui Zhu, Zhiguo Wang
A synergistic room-temperature ion-engineering strategy enables the rapid dissolution of diverse cellulose to fabricate fully biodegradable, high-strength bioplastics with intrinsic antibacterial and photocatalytic multifunctionality.
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An AE/Fe-MOF/PVDF heterojunction self-cleaning photocatalytic membrane for rapid electron transfer to enhance photo-Fenton degradation of tannic acid

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Green Chem., 2026, 28,10642-10657
DOI: 10.1039/D6GC02278B, PaperJiajia Li, Yulu Liu, Manhua Chen, Keke Cao, Rongqiang Zhang, Nan Zhang, Zhi Li, Qi Qiang, Yuping Tang, Qizhao Wang
A kind of AE/Fe-MOF/PVDF heterojunction self-cleaning photocatalytic membrane was prepared and applied innovatively for degradation of tannic acid in traditional Chinese medicine wastewater.
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Dual-functional SnS2–CuS heterostructure for zinc anode protection and conversion-type anode toward advanced aqueous zinc-ion batteries

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DOI: 10.1039/D6GC02132H, PaperShaoyan Huang, Shuling Liu, Sha Fan, Rui Su, Deliang Tian, Zili Deng, Jinbao Li, Jianbo Tong
SnS2–CuS heterostructure significantly enhances Zn2+ storage reversibility and accelerates electrochemical reaction kinetics.
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Solvent-free all-bio-based underwater adhesives featuring degradability and closed-loop recycling

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Green Chem., 2026, 28,10604-10615
DOI: 10.1039/D6GC02352E, PaperYaya Sun, Yujiao Bi, Xuming Liu, Xiuyan Ren, Qin Zhang, Xin Liu
Bio-based adhesives show promise in biomedicine and electronics, yet developing an all-bio-based underwater adhesive that is both degradable and closed-loop recyclable remains highly challenging.
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Aqueous polymorph and morphology control in ZIFs via 1–methylimidazole for efficient lipase entrapment

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Green Chem., 2026, Advance Article
DOI: 10.1039/D6GC02941H, PaperSara Talebi Deylamani, Giuseppe Di Palma, Zsófia Bognár, E. Eja Petersen, Romy Ettlinger, Stig Helveg, Joerg R. Jinschek
Modulator-assisted aqueous synthesis enables phase-selective formation of ZIF polymorphs with improved sustainability and enhanced enzyme entrapment.
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