slideshow 0 slideshow 1 slideshow 2 slideshow 3 slideshow 4 slideshow 5 slideshow 6 slideshow 7 slideshow 8 slideshow 9 slideshow 10 slideshow 11

Feed aggregator

Achieving selective synthesis of N-benzylformamide via one-step electrocatalytic C-N coupling of CO2 and benzylamine

Chemical News - 25 June, 2026 - 10:51
Green Chem., 2026, Accepted Manuscript
DOI: 10.1039/D6GC01435F, PaperOpen Access Open Access Creative Commons Licence&nbsp This article is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial 3.0 Unported Licence.Xiaoqian Gao, Chufan Li, Jingyan Liu, Shaohan Xu, Kuang Chen, Guohua Zhao
The pressing demands of CO2 emission reduction and organic amine pollutant treatment motivate the development of electrocatalytic C-N coupling toward resource recovery and green synthesis. The key challenge lies in...
The content of this RSS Feed (c) The Royal Society of Chemistry

Ultrasound-generated cyclodextrin–amino acid inclusion complex with NH3+-mediated chalcone activation: metal-free catalysis surpassing nanoparticles

Chemical News - 25 June, 2026 - 10:51

Green Chem., 2026, Advance Article
DOI: 10.1039/D6GC01518B, PaperDivya Tagra, Mamta Guleria, Jyoti Agarwal
We report a metal-free supramolecular organocatalytic platform that enables selective chalcone activation through noncovalent Lewis-acidic interactions. The system preserves substrate integrity, and exhibits broad functional-group tolerance.
To cite this article before page numbers are assigned, use the DOI form of citation above.
The content of this RSS Feed (c) The Royal Society of Chemistry

Water-regulated deep eutectic solvents for sustainable closed-loop recycling of spent lithium cobalt oxide

Chemical News - 25 June, 2026 - 10:51

Green Chem., 2026, Advance Article
DOI: 10.1039/D6GC02532C, PaperBingyan Zhang, Jie Gu, Xiang Hu, Shun Yang
A water-regulated deep eutectic solvent is developed for efficient recycling of spent LiCoO2 cathodes. It enables efficient and selective Co separation, and the recycled TA–Co complex is converted into Co@C with enhanced OER activity.
To cite this article before page numbers are assigned, use the DOI form of citation above.
The content of this RSS Feed (c) The Royal Society of Chemistry

A novel and sustainable continuous-flow approach for atom deletion and insertion by electrophilic nitrogen transfer

Chemical News - 25 June, 2026 - 10:51

Green Chem., 2026, Advance Article
DOI: 10.1039/D6GC01875K, PaperOpen Access Open Access Creative Commons Licence&nbsp This article is licensed under a Creative Commons Attribution 3.0 Unported Licence.Niamh Disney, Laura Marraffa, Mert Can Ince, Philipp Natho, Marco Colella, Gianvito Vilé, Marcus Baumann, Renzo Luisi
A unified continuous-flow protocol for electrophilic nitrogen transfer enables skeletal editing via N-insertion, deletion, nitrile formation and aziridination, with sustainability validated through life cycle assessment and techno-economic analysis.
To cite this article before page numbers are assigned, use the DOI form of citation above.
The content of this RSS Feed (c) The Royal Society of Chemistry

Concise chemical synthesis of O-linked glycans

Chemical News - 25 June, 2026 - 10:51

Green Chem., 2026, Advance Article
DOI: 10.1039/D6GC01945E, PaperYaohao Li, Wenqiang Liu, Chunyu Jin, Huanjie Zhu, Zerun Song, Jiongkun Peng, Chong Guo, Zhongping Tan
A concise divergent strategy affords 10 core-1 type O-linked glycoamino acid building blocks. Their availability enables homogeneous GHRH glycoform preparation and reveals that Thr7 O-glycosylation improves proteolytic stability against DPP-IV.
To cite this article before page numbers are assigned, use the DOI form of citation above.
The content of this RSS Feed (c) The Royal Society of Chemistry

Recensione. ll Mondo è complesso. Parliamone 

BLOG: LA CHIMICA E LA SOCIETA' - 24 June, 2026 - 20:22

Luigi Campanella, già Presidente SCI.

Il Mondo è complesso.Parliamone  di Pier Luigi Gentili, Ed.Morlacchi, pag. 238 , 18 euro

Il nostro tempo ci sta abituando continuamente a confrontarci con nuovi termini, a volte usati, a volte abusati. Uno di questi è di certo complessitá.

Il testo di cui vi parlo, scritto da Pier luigi Gentili è un vero contributo di novità su un tema così difficile, la novitá essendo nel metodo e nel contenuto.

Al Medioevo possiamo fare risalire le prime concettualizzazioni, al Rinascimento la rivoluzione scientifica, al XX Secolo i grandi salti tecnologici e teorici, quindi in 500 anni la Scienza ha vissuto la sua maturazione.

Nel tragitto ha dovuto, per non fermarsi, adottare canoni interpretativi diversi, in particolare, come primo, la semplificazione dei sistemi studiati ed il determinismo analitico per caratterizzarli nel tempo e nello spazio. A questi ha corrisposto un’alternanza di prevalenza fra le scienze di base, la filosofia e le scienze applicate.

A questa fase ne è seguita un’altra, volta a bilanciare alcuni degli eccessi prodotti in termini di dubbio e di misconoscenze, una sorta di anticorpi finalizzati alla conoscenza. La scienza, rispetto ad una comunità di addetti relativamente esigua, si deve confrontare con la maggioranza dei cittadini che ovviamente cercano la verità e quindi hanno visto con una certa inquietudine ed esitazione questo riequilibrio che imponeva loro una maggiore educazione scientifica di base.

Da qui la necessità avvertita nella comunità dei ricercatori scientifici e rivolta all’utenza di rappresentare cosa il nuovo corso voglia dire. Nasce l’olismo con il suo approccio interculturale e la complessità che ad esso è correlata: i sistemi complessi, la maggior parte di quelli con cui ci confrontiamo, non possono essere scomposti per acquisire su di essi le coordinate che ne fanno conoscenza, perderebbero la loro essenza, e quindi anche i dati devono superare i confini dei tradizionali limiti materiali.

Questo vale per ambiente, beni culturali, valori religiosi, progetti sociali, economia, aree urbane, etc. Solo applicando questa guida alla loro lettura i dati acquisiti come informazione hanno la possibilità di divenire conoscenza prima e cultura poi. Un aspetto della complessità è l’intreccio di molteplici tendenze ed influenze alternative, che guidano l’evoluzione di questi sistemi. La capacità di rinforzare le sinergie e smorzare le divergenze bloccanti, richiede una notevole esperienza, che è probabilmente l’unico vantaggio della generazione dei boomers rispetto a quella del nostro tempo. Questo vantaggio può essere proficuamente messo a disposizione delle nuove generazioni; ad esempio nel caso dei problemi di scalabilità, tra i più difficili da risolvere con vero successo. Scalando strategicamente in più dimensioni, spingiamo i sistemi di intelligenza artificiale oltre i loro vincoli iniziali, ottimizzando le prestazioni lungo l’intero ciclo di vita del modello.

Perché però questa maturazione sia utilizzata servono da un lato educazione e formazione in assenza delle quali ecco allora nascere una ulteriore causa di polarizzazione sociale e dall’altro la nascita di nuove figure professionali, sorta di generalista scientifico, capaci di raccogliere segnali integrali ed integrati in luogo dei differenziali a cui siamo stati abituati.

Mi viene in testa un caso alla cui realizzazione sono personalmente coinvolto, Sentinella dei Boschi per contrastare inquinamento ambientale, deforestazione selvaggia e, soprattutto, incendi boschivi.

Al rispetto del diritto di tutti i cittadini a questi aspetti della formazione tecnica è affidato il contrasto a qualsiasi nuovo strumento di polarizzazione e di potenziale esclusione, ma anche la capacità dei cittadini di usufruire delle numerose occasioni che letteratura e saggistica offrono per mettersi al passo dei tempi. Fra questi testi quello di cui vi parlo oggi è particolarmente incisivo unendo didattica, formazione, cultura.

Con il suo “Il mondo è complesso. Parliamone”,ed. Morlacchi, Pier Luigi Gentili affronta i differenti aspetti della complessità aiutando il lettore a comprenderli e a calarsi in un processo sociale e culturale in atto per capirne senz’altro il collegamento col passato ed a riflettere sul Nuovo Tempo, quello della Intelligenza Artificiale.

Questo libro testimonia l’urgenza di saper affrontare le sfide globali, mostra come l’uomo stia percorrendo un affascinante viaggio alla scoperta dei segreti dei Sistemi Complessi, evidenzia quali siano i limiti conoscitivi della ricerca scientifica e propone promettenti strategie per poter affrontare con efficacia e speranza la Complessità delle sfide del XXI secolo.

Addio ai solventi clorurati?

BLOG: LA CHIMICA E LA SOCIETA' - 19 June, 2026 - 09:20

Diego Tesauro

I solventi clorurati rappresentano una minaccia per la salute umana, oltre che per l’ambiente in quanto sono una delle principali forme di inquinamento, soprattutto delle acque sotterranee, ma contribuiscono anche all’effetto serra.

La contaminazione di tali sostanze è riconducibile sia al loro impiego su vasta scala e in vari comparti del settore industriale, sia alle loro caratteristiche chemio-dinamiche, che sono alla base del loro successo, ma anche causa del danno ambientale. Essendo poco solubili in acqua, ma poco degradabili sono persistenti nell’ambiente idrico sotterraneo, meno nelle acque superficiali per l’elevata volatilità. Anche nella pratica di laboratorio tutti abbiamo utilizzato i solventi alogenati in primis il cloroformio. Poi l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) lo ha inserito nel Gruppo 2B, ovvero tra le sostanze “possibilmente cancerogene per l’uomo”, per cui da molti anni il cloroformio, che aveva trovato impiego soprattutto agli albori della pratica anestetica nella seconda metà del XIX secolo, è quasi del tutto scomparso dalla pratica nei laboratori di ricerca ed è stato relegato a solvente deuterato per i campioni sottoposti ad analisi NMR. Per le sue caratteristiche era stato sostituito dal diclorometano (DCM) o cloruro di metilene. Questo solvente ha trovato impiego industriale per adesivi, come sgrassante e sverniciatore, come materia prima per la produzione di idrofluorocarburi (HFC); ma anche nell’industria alimentare è usato per la preparazione di estratti di luppolo ed altri aromi, inoltre in passato era utilizzato per la rimozione della caffeina dal caffè. A livello industriale la produzione avviene facendo reagire metano, oppure clorometano, con cloro gassoso ad una temperatura di 400-500 °C. Ora il danno ambientale, seppure inferiore per quanto riguarda l’atmosfera rispetto agli altri solventi alogenati, è preoccupante. Oltre ad essere un gas serra (circa 11 volte più “efficace” della CO2), il DCM costituisce il 70% delle emissioni totale di gas di origine stratosferica proveniente da sostanze alogenate a vita molto breve (inferiore ai 6 mesi) (VSLS) contenenti cloro [1].

Questa categoria di composti, pur non essendo inclusi nel protocollo di Montreal per la salvaguardia dello strato dell’ozono, rallentano il recupero globale con un ritardo che viene stimato in 5 anni per l’ozono antartico. E purtroppo bisogna constatare che le emissioni sono passate da 637 migliaia di tonnellate per anno nel 2006 a 1170 nel 2017, con un incremento medio annuo del 13%, principalmente nell’estremo oriente [2]. Ma recentemente l’attenzione si è focalizzata sulla presenza del DCM negli ambienti indoor e quindi anche nei laboratori di ricerca.

Chi di noi non ha utilizzato il DCM quale eluente nelle colonne cromatografiche, come solvente mediamente polare e, sfruttando la sua immiscibilità con l’acqua, nelle estrazioni liquido-liquido? Presto si dovrà rinunciare anche al DCM, almeno negli USA, ma auspicabilmente anche nei paesi della UE. Questo principio è di tipo precauzionale, in quanto, in questo caso, è classificato come agente del Gruppo 2A dallo IARC, cioè la categoria dei prodotti classificati come probabilmente cancerogeni per l’uomo. Questa categoria si applica quando ci sono prove limitate di cancerogenicità nell’uomo, ma prove sufficienti negli animali da laboratorio. In realtà non si tratta di un divieto, ma i laboratori federali e non federali negli Stati Uniti, comprese molte università e strutture di ricerca private, dovranno implementare un monitoraggio iniziale dell’esposizione al DCM entro il 9 novembre 2026. Inoltre, dovranno garantire il rispetto del nuovo limite di esposizione di 2 ppm per le otto ore di lavoro stabilito dall’Agenzia per la Protezione Ambientale degli Stati Uniti (EPA) entro l’8 febbraio 2027. Questo nuovo standard sembra sostituire il limite, significativamente più permissivo, di 25 ppm in vigore da quasi trent’anni presso l’Occupational Safety and Health Administration (OSHA). L’EPA specifica anche un livello di “intervento” per il DCM superiore a 1 ppm, che obbligherà i datori di lavoro ad attuare misure di controllo per ridurre l’esposizione dei lavoratori e a condurre ulteriori valutazioni. Se tale livello di intervento dovesse essere superato, rispetto ai 12,5 ppm previsti dalle attuali normative OSHA, il monitoraggio dovrà essere ripetuto ogni sei mesi. A fronte di questi limiti, sarà pressoché scontato che si debba abbandonare il DCM dall’uso nei laboratori. Infatti, se in ambito industriale si può pensare ad una campagna di monitoraggio, per i laboratori degli enti di ricerca i costi sarebbero troppo elevati. Ma perché si è giunti a questo limite? Pur essendo fra i solventi clorurati il meno tossico, l’esposizione a questa sostanza è stata collegata a decine di decessi negli USA tra il 1980 e il 2024, principalmente a causa della rimozione di vernici e rivestimenti da parte di consumatori e professionisti [3]. Alla base c’è il contatto con le vie aeree in quanto il DMC è molto volatile: ha infatti una temperatura di ebollizione di 40°C. L’esposizione acuta a livelli elevati può indurre rapidamente depressione del sistema nervoso centrale. I sintomi iniziali spesso includono vertigini e nausea, che progrediscono rapidamente fino alla perdita di coscienza o persino alla morte per insufficienza respiratoria o aritmia cardiaca. L’esposizione cronica, anche a livelli inferiori, presenta rischi significativi per la salute, come danni neurologici, disfunzioni epatiche e cancerogenesi (EPA, 2011) [4]. La cancerogenicità del DCM deriva in gran parte dal suo percorso di bioattivazione metabolica (Figura 1). Una volta entrato negli organismi, il DCM viene metabolizzato principalmente attraverso la via enzimatica epatica del citocromo P450 2E1 (CYP2E1)  e della glutatione S-transferasi theta 1 (GSTT1), generando intermedi reattivi. La via mediata dal CYP2E1 porta alla formazione di monossido di carbonio, mentre il metabolismo mediato dalla GSTT1 conduce alla produzione di formaldeide (Figura 1). Queste specie reattive possono interagire direttamente con le macromolecole cellulari, inducendo la formazione di addotti del DNA, stress ossidativo e conseguenti mutazioni. Questo danno genomico contribuisce in ultima analisi alla cancerogenesi osservata in diversi tessuti in seguito a esposizione cronica. Ed allora a fronte di questa situazione cosa fare? In alcuni ambiti non è possibile per il momento abbandonare il DCM, come nella produzione di refrigeranti, fondamentali per la graduale eliminazione degli idrofluorocarburi dannosi per il clima, la produzione di separatori per batterie per veicoli elettrici.

Figura 1 Via Metabolica del DCM

In tal caso bisognerà adeguare le strutture ed i controlli per garantire una soglia di esposizione minima come già riportato, ma nell’ambito accademico sarà necessario una sostituzione con solventi meno impattanti o con approcci alternativi (Figura 2). Tutto questo richiederà uno sforzo a cui saremo chiamati tutti noi docenti di chimica.

Alcuni suggerimenti sono stati pubblicati su Journal of Chemical Educational circa un anno fa.

Innanzitutto la meccanochimica con le reazioni solvent free può essere una soluzione, ma quando non è possibile fare a meno di un solvente bisogna partire dalle proprietà del DCM di solubilizzare sia sostanze polari che apolari. Il DCM sulla base della scala ET30 di Rechardt (DCM = 30,9) ha una polarità simile a quella della piridina, del metilisopropilchetone e dell’acetofenone, che quindi possono sostituirlo nell’azione solvente. In molti casi però il sostituto di elezione, in quanto ha una bassissima tossicità ed è ecocompatibile, può essere l’acetato di etile che è moderatamente polare e aprotico, in grado di sciogliere sia composti polari che non polari. Pertanto è un solvente adatto per numerose reazioni, come le metatesi delle olefine , al posto del DCM e del toluene. Oppure nell’amminazione riduttiva dei composti carbonilici, l’acetato di etile e il dimetilecarbonato possono essere ottimi solventi. Anche nella cromatografia l’uso del DCM può essere sostituito ad esempio dalla miscela di acetato di etile ed eptano. Per i composti più polari, una miscela di acetato di etile/etanolo in eptano in rapporto 3:1 ha una capacità eluente simile alla tradizionale miscela di diclorometano/metanolo e offre una separazione simile. Quindi le soluzioni ci sarebbero per fare a meno a breve del DCM, sia per una maggiore tutela nei laboratori della salute di studenti e ricercatori sia per la difficoltà di smaltimento dei solventi alogenati, ma anche nel rispetto dell’ambiente essendo quello di utilizzare solventi sicuri il quinto principio della chimica verde.

Figura 2 Sostituzione del DCM con solventi verdi o approcci alternativi

Per approfondimenti

1)Burkholder, J. B. In Scientific Assessment of Ozone Depletion: 2018, Report No. 58, Appendix A. (World Meteorological Organization, 2018).

2) An, M.; Western, L.M.; Say, D. et al. Rapid increase in dichloromethane emissions from China inferred through atmospheric observations. Nat Commun 2021,12, 7279. https://doi.org/10.1038/s41467-021-27592-y

3) Hoang, A.; Fagan, K.; Cannon, D.L.; Rayasam, S.D.; Harrison, R.; Shusterman, D. Assessment of Methylene Chloride–Related Fatalities in the United States, 1980–2018. JAMA Intern. Med. 2021, 181 (6), 797–805. https://doi.org/10.1001/jamainternmed.2021.1063.

4) U.S. Environmental Protection Agency (EPA). Toxicological Review of Dichloromethane (Methylene Chloride) (CAS No. 75-09-2) in Support of Summary Information on the Integrated Risk Information System (IRIS); EPA/635/R-10/003F, Washington, DC, USA, 2011.

5) Milo, A.; Chen, L.; Grice, K.A.; Vosburg, D.A. Alternatives to Dichloromethane for Teaching Laboratories  J Chem Ed. 2025 102 (6), 2261-2267 https://doi.org/10.1021/acs.jchemed.5c00106.

Sustainable recovery of spent lithium-ion battery cathode via biomass reduction strategy

Chemical News - 19 June, 2026 - 01:09

Green Chem., 2026, Advance Article
DOI: 10.1039/D6GC02491B, Critical ReviewYafei Shen, Pin Zhou
This paper critically evaluates two complementary routes of biomass reductive leaching and biomass reductive roasting for recovery of valuable metals from spent lithium-ion batteries (LIBs).
To cite this article before page numbers are assigned, use the DOI form of citation above.
The content of this RSS Feed (c) The Royal Society of Chemistry

Fully bio-based cellulose vitrimers with dynamic enamine bonds: toward recyclable and micropatternable green materials

Chemical News - 19 June, 2026 - 01:09

Green Chem., 2026, Advance Article
DOI: 10.1039/D6GC02499H, PaperLingxian Kong, Zitong Wang, Mingshuai Guo, Xiaofeng Sui, Zhiping Mao, Bijia Wang, Liduo Rong, Xueling Feng
A fully bio-based, catalyst-free cellulose vitrimer is developed based on cellulose acetoacetate and a plant oil-derived diamine, exhibiting excellent mechanical properties, multi-cycle recyclability, and acid-responsive micropatterning capability.
To cite this article before page numbers are assigned, use the DOI form of citation above.
The content of this RSS Feed (c) The Royal Society of Chemistry

Sustainable eutectic electrolytes for aluminum-ion batteries: design and recent advances

Chemical News - 19 June, 2026 - 01:09

Green Chem., 2026, Advance Article
DOI: 10.1039/D6GC02365G, Tutorial ReviewWen Zhuang, Xingru Chen, Wei Qin, Beibei Yang, Yongzheng Zhang, Hongbin Lu, Duan Bin
This work highlights the design principles, interfacial regulation mechanisms, and electrochemical advantages of eutectic electrolytes for enabling high-performance and stable aluminum-ion batteries.
To cite this article before page numbers are assigned, use the DOI form of citation above.
The content of this RSS Feed (c) The Royal Society of Chemistry

Color stripping of dyed textile waste

Chemical News - 19 June, 2026 - 01:09

Green Chem., 2026, Advance Article
DOI: 10.1039/D5GC06662J, Critical ReviewOpen Access Open Access Creative Commons Licence&nbsp This article is licensed under a Creative Commons Attribution 3.0 Unported Licence.Md. Reazuddin Repon, Ali R. Tehrani-Bagha
A closed-loop textile recycling process integrates color stripping to convert textile waste into high-quality fabrics for new products. This approach reduces dye contamination, conserves resources, and supports circular textile manufacturing.
To cite this article before page numbers are assigned, use the DOI form of citation above.
The content of this RSS Feed (c) The Royal Society of Chemistry

Resolving PC–graphite incompatibility via steric-hindrance-directed interfacial regulation

Chemical News - 19 June, 2026 - 01:09

Green Chem., 2026, Advance Article
DOI: 10.1039/D6GC02204A, PaperHuayi Qian, Yongkang Wei, Zihao Wang, Kean Chen, Rong Chen, Xinping Ai, Hui Li
A minute OFT additive enables PC–graphite compatibility via interfacial steric hindrance and weak solvation.
To cite this article before page numbers are assigned, use the DOI form of citation above.
The content of this RSS Feed (c) The Royal Society of Chemistry

Correction: Dual modulation of electronic and crystalline structures in PtCo alloys for high-performance fuel cells

Chemical News - 19 June, 2026 - 01:09
Green Chem., 2026, 28,9925-9925
DOI: 10.1039/D6GC90112C, CorrectionOpen Access Open Access Creative Commons Licence&nbsp This article is licensed under a Creative Commons Attribution 3.0 Unported Licence.Si Lin, Ziyu Zhang, Yunlong Zhang, Yunfei Xia, Miao Ma, Lixiao Shen, Xin Wang, Shengdi Tian, Zigang Zhao, Wen Ye, Aibing Chen, Xiaofei Gong, Lei Zhao, Zhenbo Wang
The content of this RSS Feed (c) The Royal Society of Chemistry

Correction: Exploring the robust engineered ω-transaminase for manufacturing biobased amines from biomass-derived aldehydes

Chemical News - 19 June, 2026 - 01:09
Green Chem., 2026, 28,9924-9924
DOI: 10.1039/D6GC90105K, CorrectionOpen Access Open Access Creative Commons Licence&nbsp This article is licensed under a Creative Commons Attribution 3.0 Unported Licence.Qi Li, Junhua Di, Zhengyu Tang, Qing Li, Zhiyi Lu, Die Hu, Yu-Cai He, Cuiluan Ma
The content of this RSS Feed (c) The Royal Society of Chemistry

Upcycling waste PET into functional multiblock copolymers through controlled macromolecular design

Chemical News - 19 June, 2026 - 01:09

Green Chem., 2026, 28,9889-9910
DOI: 10.1039/D6GC01907B, PaperOpen Access Open Access Creative Commons Licence&nbsp This article is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial 3.0 Unported Licence.Shelby Watson-Sanders, Alison Biery, Karina Guerrero, Nicholas J. Galan, Tomonori Saito, Brian K. Long, Mark D. Dadmun
Depolymerization of post-consumer PET yields telechelic oligomers that enable upcycling into novel multiblock copolymers.
The content of this RSS Feed (c) The Royal Society of Chemistry

Engineering an HEA/CN Schottky heterojunction with high-entropy and cocktail effects for enhanced charge separation in photocatalytic xylose oxidation

Chemical News - 19 June, 2026 - 01:09

Green Chem., 2026, 28,9856-9868
DOI: 10.1039/D6GC01412G, PaperZhe Zheng, Yushun Han, Weikang Ling, Min Hong, Jiliang Ma, Runcang Sun
Noble metal catalysts face multiple challenges in photocatalytic applications, including high cost, limited active sites, and insufficient stability.
The content of this RSS Feed (c) The Royal Society of Chemistry

Photo-mechanochemistry: a new paradigm for coupled energy inputs in sustainable chemical processing?

Chemical News - 19 June, 2026 - 01:09

Green Chem., 2026, 28,9574-9593
DOI: 10.1039/D6GC02591A, PerspectiveOpen Access Open Access Creative Commons Licence&nbsp This article is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial 3.0 Unported Licence.Jesús A. Camez-Cota, Daily Rodríguez-Padrón, Andrés Castro-Beltrán, Paulette Gómez-López, Gabriel Blázquez, Mónica Calero, Clemente G. Alvarado-Beltrán, Mario J. Muñoz-Batista
Mechanochemistry and photocatalysis have emerged as sustainable strategies for driving chemical transformations and can be combined to synergistically enhance the efficiency of the processes. Parts of the image have been created using Google Gemini.
The content of this RSS Feed (c) The Royal Society of Chemistry

Enhanced photo-enzyme CO2 reduction using PEI-modified TPDE/SFN-FE photoenzyme composite catalysts

Chemical News - 19 June, 2026 - 01:09

Green Chem., 2026, 28,9794-9803
DOI: 10.1039/D6GC01620K, PaperLin Zhang, Feng Xue, Shengxin Zhang, Qingyang Ye, Xinyuan Tang, Liang Zhou
The “two-in-one” photo-enzymatic system achieves efficient CO2 reduction under light, yielding formic acid at 5580 μmol g−1 h−1. It presents a promising strategy for sustainable CO2 conversion toward carbon neutrality.
The content of this RSS Feed (c) The Royal Society of Chemistry

Chemo-enzymatic cascade synthesis of D-danshensu and its derivatives from lignin

Chemical News - 19 June, 2026 - 01:09

Green Chem., 2026, 28,9911-9923
DOI: 10.1039/D6GC01908K, PaperSiyu Qi, Xiaoyi Zhai, Zhonghao Chen, Lei Wang, Lei Ji, Haocheng Zhuang, Weisheng Yang, Hanjie Ying, Zhuotao Tan, Chenjie Zhu
A chemo-enzymatic cascade strategy converts lignin from pine into D-danshensu and its derivative, offering an economically viable and more sustainable alternative to traditional plant extraction.
The content of this RSS Feed (c) The Royal Society of Chemistry

Dynamic conformation-aware protein language modeling enables structure-guided engineering of Candida antarctica lipase B

Chemical News - 19 June, 2026 - 01:09

Green Chem., 2026, 28,9756-9766
DOI: 10.1039/D6GC00310A, PaperYuqi Dong, Jidong Shen, Meng Zhang, Lianggang Huang, Xiaojian Zhang, Zhiqiang Liu, Yuguo Zheng
This study presents a dynamic conformation-aware protein language modeling (DC-PLM) strategy for engineering Candida antarctica lipase B (CALB), enabling enhanced long-chain ester hydrolysis and green valorization of industrial waste oils.
The content of this RSS Feed (c) The Royal Society of Chemistry

Copyright © 2012 Società Chimica Italiana. All Rights Reserved.